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Tesmoforie

Nella mitologia greca Demetra è la dea del grano e dell’agricoltura,artefice del ciclo delle stagioni, della vita e della morte. Sua figlia Persefone venne rapita da Ade il dio dell’oltretomba,che la portò negli inferi per sposarla ancora fanciulla contro la sua volontà. La madre, la dea dell’agricoltura, che prima di questo episodio procurava agli uomini interi anni di bel tempo e fertilità delle terre, reagì adirata al rapimento impedendo la crescita delle messi, scatenando un inverno duro che sembrava non avere mai fine. Con l’intervento di Zeus si giunse ad un accordo per cui Persefone sarebbe rimasta nell’ oltretomba solo per un certo numero di mesi, potendo così trascorrere con la madre il resto dell’anno.Così Persefone avrebbe trascorso sei mesi con il marito negli inferi e sei mesi con la madre sulla terra. Demetra allora accoglieva con gioia il periodico ritorno di Persefone sulla terra, facendo rifiorire la natura in primavera e in estate e fornendo agli uomini la possibilità di sfamarsi. Per celebrarla nacquero numerose festività e culti misterici, e i più importanti sono sicuramente i Misteri Eleusini e le Tesmoforie.

Le Tesmoforie erano feste greche in onore di Demetra che si svolgevano durante il mese di Pianepsione (corrispondente più o meno agli ultimi quindici giorni di Ottobre e ai primi quindici giorni di Novembre). Si tenevano ad Atene e in tutto il mondo greco durante la stagione della semina. I festeggiamenti duravano tre giorni e potevano prendervi parte solamente le mogli di liberi cittadini; le mogli dei meteci e degli stranieri, le schiave e gli uomini non erano ammessi. Durante questi tre giorni le donne dovevano astenersi dai rapporti sessuali e pare che per sopire il desiderio si stendessero a dormire su letti fatti con rami di agnocastus. Sembra anche che durante questi giorni le donne mangiassero aglio per tenere distanti i mariti. In queste feste venivano offerti in dono dalle donne alla dea Demetra primizie e serti di spighe. Le Tesmoforie erano feste pubbliche, solenni e caste ed erano ben diverse dalle Adonie, le altre feste delle donne, che invece avevano un carattere promiscuo e libertino. Il nome Thesmophòros era un epiteto di Demetra, figlia di Persefone, che significa “legislatrice-legislatore” da thesmòs “legge” e phéro “portare”. Demetra era infatti la dea portatrice delle leggi che regolano le istituzioni familiari, la capacità di generare delle donne e lo sviluppo e la crescita della vegetazione. Ad Atene questa festa aveva una precisa modalità di svolgimento. La sera precedente al primo giorno le donne si riunivano nel demo di Alimunte, dove si trovava il tempio dedicato alla dea Demetra. Durante la notte si svolgeva una veglia e il giorno dopo le donne si recavano in processione fino al tempio: questo giorno veniva chiamato Anodòs, cioè “salita”. Il secondo giorno si chiamava Nestèia, “digiuno”; infatti durante questa giornata si praticava il digiuno per ricordare Demetra che piangendo non mangiava e beveva a causa del rapimento di sua figlia Persefone da parte del dio Ade. Infine durante il terzo giorno, chiamato Kallighèneia, “generatore di belle cose”, ci si dedicava ai festeggiamenti, le donne offrivano alla dea cibi e bevande come olio, cereali, vino, formaggio e la carne degli animali sacrificati. Le donne che partecipavano alle feste erano chiamate Mélissai, cioè “api”. Inizialmente con questo nome venivano definite le sacerdotesse di Demetra, ma poi il nome si diffuse anche ad altre sacerdotesse. Secondo la leggenda, questo nome deriverebbe dal fatto che una donna per prima cominciò ad usare il miele come cibo, aggiungendolo alla carne che fino a quel momento era l’unico nutrimento. Le Tesmoforie non si svolgevano solo ad Atene, ma anche in altre città della Grecia; non si sa però se venivano fatte con lo stesso procedimento e gli stessi rituali. Nel 411 a.C. il commediografo Aristofane mise in scena, durante le Grandi Dionisie, le Tesmoforiazuse. La commedia si svolge durante le Tesmoforie.

 

 - Civiltà greca

Demetra e Persefone